| 02 Febbraio 2010 | | | Legittimo impedimento, Berlusconi "vittima" e le incongruenze dell'Udc. I miei interventi in aula | | | Questa mattina sono intervenuto in aula nel corso del dibattito relativo alla legge sul legittimo impedimento. Riporto di seguito due agenzie di stampa che riassumono il senso delle mie riflessioni in materia e per chi volesse leggerli integralmente, il testo del mio primo intervento e del secondo, in cui ho inteso replicare anche alle parole dell’on. Casini che tra i miei due interventi aveva preso la parola per giustificare l’approvazione del provvedimento richiamando l’immunità prevista dal testo originario della Costituzione. Il mio dissenso invece nei confronti del legittimo impedimento è totale: è inaccettabile che il Presidente del Consiglio e i ministri diventino una casta ponendosi al di sopra del Parlamento e di tutti i cittadini italiani. Berlusconi, l’uomo più ricco e più potente del Paese, sta cercando di passare per una vittima e intanto sta giocando un ruolo decisivo nei grandi movimenti in corso nella finanza italiana che rischia di diventare ancora più opaca di quanto già non sia oggi a danno di tutti i cittadini comuni e dei risparmiatori in primo luogo.
Ecco le due agenzie:
LEGITTIMO IMPEDIMENTO. TABACCI(API): BRUTTO GIORNO PER PARLAMENTO
(DIRE) Roma, 2 feb. - "Questa e' una brutta giornata per il nostro parlamento". E' quanto dice il capogruppo di Alleanza per l'Italia a Montecitorio, Bruno Tabacci, nel corso del dibattito in aula sugli emendamenti al legittimo impedimento.
"Il legittimo impedimento- sottolinea- e' gia' disciplinato per legge, con questo testo si aggiunge una prerogativa per il presidente del Consiglio e per i ministri che modifica l'impianto costituzionale della Costituzione, violando l'articolo 68 che prevede il rapporto di parita' tra gli eletti".
Secondo Tabacci, il testo sul legittimo impedimento e' un provvedimento pensato "per un rafforzamento della casta che nulla a che fare- dice- con la riforma organica della giustizia" annunciata dal governo.
Il "concetto edulcorato" che sta alla base della legge, continua il parlamentare del partito di Francesco Rutelli, e' questo: "Poiche' gli elettori ci hanno votato abbiamo il diritto di stare sopra la legge". Ma questa, conclude, "e' una visione malata della democrazia".
L.IMPEDIMENTO:TABACCI A CASINI, CHE RISULTATO HAI RAGGIUNTO?
(ANSA) - ROMA, 2 FEB - L'iniziativa politica dei centristi sul legittimo impedimento aveva 'origini tattiche', serviva cioe' 'a far recedere la maggioranza dal processo breve che avrebbe avuto risultati disastrosi per l'ordinamento giudiziario. E ora, mi chiedo, che tipo di risultato sia stato raggiunto visto che loro continueranno a tenersi tutte le strade aperte per continuare a dire che Berlusconi e' un perseguitato'. Il deputato dell'Api, Bruno Tabacci, risponde cosi' al suo ex leader, Pier Ferdinando Casini, che aveva difeso il testo sul legittimo impedimento in Aula.
La maggioranza, insomma per Tabacci, non rinuncera' realmente al processo breve e cosi' chiede agli ex colleghi di partito che risultato hanno ottenuto sostenendo il legittimo impedimento.
(ANSA).
Ecco, invece, il testo integrale dei due miei interventi alla Camera di questa mattina:
BRUNO TABACCI. “Signor Presidente, signor Ministro, onorevole colleghi, penso che questa sia una brutta giornata per il nostro Parlamento e sento, per questo motivo, il dovere morale di esprimere un'opinione forte. Il legittimo impedimento è già disciplinato dalla legge, con questo testo diventa una prerogativa per il Presidente del Consiglio ed i suoi Ministri che modifica l'impianto costituzionale (l'articolo 68) e il rapporto di parità che vi dovrebbe essere tra gli eletti di questa Camera. Appare come un'affermazione di casta che non c'entra nulla con la riforma organica della giustizia realizzata nell'interesse del cittadino.
Non v'è dubbio che vi è una diffusa esigenza di giustizia per i cittadini, non solo penale, ma anche civile, amministrativa e fallimentare, ma la ragionevole durata del processo, la giustizia giusta, sono altre cose se viste nell'interesse del cittadino e collocate all'interno di questa discussione, appaiono come delle parole vuote, come una ripresa di concetti strumentali ai fini di ottenere altri risultati. Non si va nella direzione della conciliazione tra diversi interessi o dell'equilibrio dei poteri, ma dell'affermazione di un malinteso primato della politica.
Quando un buon politico richiama il suo primato, lo fa avendo cura di guardare all'interesse generale, non certo pensando ad un'affermazione di potere che stride e contrasta con l'interesse generale. Poiché gli elettori ci hanno votato, abbiamo il diritto di porci sopra la legge: questo è il concetto di fondo che viene evocato in maniera più o meno edulcorata negli interventi di molti colleghi.
Anche nelle settimane scorse vi sono stati dei richiami molto precisi al modello russo come quello più vicino al nostro modo di pensare. Ecco lì, siccome i cittadini russi hanno votato Putin e il suo collaboratore, questi possono mettersi al di sopra della legge. Questa impostazione politica non solo stride con la Costituzione, ma dà un'idea della democrazia molto diversa: è una malintesa concezione, una visione malata della democrazia, quella che fa originare questa interpretazione.
L'ossessione di Berlusconi per le questioni giudiziarie ha punteggiato le vicende di questi anni. Si cominciò nell'autunno del 2001 con la limitazione degli effetti delle rogatorie svizzere, perché quello che era accaduto nel 1994 era durato poco e ha consentito a Berlusconi di spiegare agli italiani che la vicenda giudiziaria e il rapporto politica-giustizia nasceva dopo che aveva ricevuto l'avviso di garanzia a Napoli. Ovviamente aveva messo in archivio il 1992-1993 che non lo riguardava, anzi quel periodo venne utilizzato...”
PRESIDENTE. Scusi onorevole Tabacci, pregherei i colleghi di non fare capannello di fronte al banco... onorevole Tremonti, la prego.
BRUNO TABACCI. “Stavo dicendo che nel 1992-1993 queste questioni non riguardavano l'onorevole Berlusconi, anzi in qualche modo le ha cavalcate quando nel gennaio del 1994, annunciando la nascita di Forza Italia, diceva che questa avveniva nel campo della discontinuità con il sistema di potere che i partiti della prima Repubblica avevano gestito fino a poco tempo prima. Ecco quindi dal 2001 le rogatorie svizzere, e poi è stato un lungo percorso che inseguiva dei processi specifici, non si poneva il problema di una riforma organica della giustizia nell'interesse del cittadino.
Questo è il punto che dà poca credibilità perché insegue il processo in corso. Invece di una grande riforma liberale si è preteso di piegare le leggi agli interessi su misura del Presidente del Consiglio. L'obiezione che è stata da lui ribadita anche in questi giorni è che gode di una grande popolarità (il 68 per cento) e di un grande sostegno popolare. Dice che è una cosa persino imbarazzante. Io penso che invece sia imbarazzante come rappresenta questo consenso e il suo rapporto con il popolo.
Non vedete che è un Paese moralmente sfibrato, che non ha speranza, che è attanagliato in un miscuglio di incertezze sul suo futuro? Questo è il Paese che per rassegnazione sembra avere un atteggiamento di solidarietà rispetto ad un modo di gestire la politica che ne contraddice gli interessi più profondi. Non è l'esempio di rigore morale e istituzionale quello che oggi seminate.
Penso al dibattito attorno all'articolo 68 della Costituzione e al tentativo di una chiamata in correità per l'intero Parlamento. Vedete, nel 1993 io feci parte della Commissione speciale per la modifica dell'articolo 68. Ero indagato e consapevolmente sostenni la riduzione delle garanzie per i parlamentari e, quindi, anche per me. A distanza di sedici anni mi chiedo se davvero abbiamo bisogno di un di più di garanzie come singoli parlamentari o come Assemblea degli eletti. A me basta la tutela per le opinioni sostenute in questa Aula e per i voti espressi. Penso che un'interpretazione corretta e le garanzie date su questo punto siano sufficienti a mettere noi nella condizione di fare il lavoro di onesti legislatori. Io, per il resto, mi sento un cittadino come tutti gli altri.
Quello che voglio dire in particolare all'onorevole Vietti è che questo passaggio non è senza conseguenze. L'onorevole Vietti, che ha assunto la paternità dell'iniziativa specifica sul legittimo impedimento, deve considerare come quella iniziativa sia stata sostanzialmente stravolta. Non solo questo testo è profondamente diverso, ma l'inclinazione politica che si dà con questa iniziativa è del tutto difforme e segna un punto strategico all'interno di questa legislatura. Penso che questo elemento l'onorevole Vietti lo debba tenere in grande presenza. Concludo: si deve pure essere capaci di organizzare un'alternativa democratica, ma con l'esempio civico, con il rigore morale. Non penso che noi possiamo inseguire il Presidente del Consiglio sul suo terreno. È una distinzione netta di moralità, di civismo che dobbiamo portare, se vogliamo credere che il Paese possa davvero avere fiducia in un'alternativa possibile” (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-ApI e Partito Democratico).
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà per tre minuti.
BRUNO TABACCI. “Signor Presidente, ricordo che le parole dell'onorevole Casini hanno aperto una questione sull'origine dell'iniziativa legata al cosiddetto legittimo impedimento. Per quel che ricordo del dibattito di quelle settimane, ho avuto l'impressione che si trattasse di un'iniziativa tattica e che veniva legata ad un presupposto, ovvero la rinuncia da parte del Governo all'iniziativa scellerata sul processo breve.
Qual è l'esito? È che il Governo si tiene aperte tutte le strade: oggi utilizza questo strumento, ma annuncia che non ha rinunciato alla modifica sul processo breve. Ciò perché vuole dimostrare che Berlusconi è perseguitato: questo è il problema centrale dell'iniziativa del Governo. Ora io posso accettare tutto, ma che un Presidente del Consiglio, che dispone di poteri pressoché illimitati, come dimostrano gli assetti che sta prendendo la finanza sulla quale sarebbe bene che si dedicasse una qualche attenzione - vedo movimenti importanti e anche che c'è un silenzio assordante del Governo sul punto -, possa davvero far credere che è perseguitato, mi pare una cosa proprio eccessiva (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Alleanza per l'Italia e Partito Democratico).
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| Postato da Bruno Tabacci alle ore 15:46
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| 14 Gennaio 2010 | | | I miei prossimi appuntamenti in vista di Napoli e l'esigenza di prendere decisioni strategiche per tutti i soggetti del centro | | | Cari amici del blog,
nel ribadirvi l'augurio di un buon anno vorrei segnalare alcune iniziative in atto sul territorio da parte di Alleanza per l'Italia in preparazione dell'Assemblea nazionale di Napoli del 29-30 gennaio.
Venerdì 15 gennaio è previsto alle 17.30 un incontro a Firenze (c/o Cit, in via dei Vespucci, 1) degli amici toscani.
Sabato 16 gennaio dalle 9.30 alle 13 a Milano presso la sede delle Acli in via della Signora nr. 3 per gli amici della Lombardia.
Nel pomeriggio sarò a Trapani per un dibattito sulle problematiche delle politiche familiari con l'on. Pezzotta e mons. Sciortino. Questa iniziativa è promossa da un'associazione culturale siciliana.
Giovedì 21 gennaio alle 13 sarò a Verona e alle 19.30 a Vicenza con Lorenzo Dellai e Massimo Calearo.
Venerdì 22 sarò a Udine con gli amici friulani.
In questi giorni abbiamo incontrato i vertici dell'Udc, del Pd e dell'Mpa.
Stiamo raccogliendo elementi politici utili ad assumere decisioni ragionate in vista delle elezioni regionali.
A questo scopo è convocata l'Assemblea nazionale dell'Api a Napoli.
Ho molto apprezzato il dibattito che si è svolto sul blog in queste settimane sui diversi temi politici e programmatici.
Ho invitato altri amici a partecipare attivamente alla discussione che si svolge tra di noi. Sono certo che saprete interagire anche con loro. Vorrei ribadirvi la necessità di una lettura strategica dell'attuale fase politica. Non bastano le acrobazie tattiche. Molti di voi lo hanno segnalato con i loro interventi dimostrando di avere una visione di prospettiva.
E' quello che serve al Paese, che ha bisogno sempre più di una politica di alta qualità sia sul profilo della cultura e della competenza tecnica che della tensione morale e del rigore etico.
Buon lavoro a tutti.
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| Postato da Bruno Tabacci alle ore 10:40
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- Categoria: Alleanza per l'Italia | | |
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| 23 Dicembre 2009 | | | Il nuovo simbolo di Alleanza per l'Italia, un percorso da costruire con determinazione, serenità e senza fretta al servizio del cambiamento e buongoverno e i miei auguri a tutti voi | | | Cari amici del blog,
desidero rivolgervi gli auguri più sentiti di buon Natale e buon anno Nuovo e ringraziarvi di cuore per il contributo prezioso che anche nel corso di quest’anno avete dato al dibattito aperto nel nostro spazio. Ora con Francesco Zanazzi, Andrea Salvati e Carlo Romano stiamo studiando l’ammodernamento del sito. Il blog continuerà ad operare e tutto il materiale che insieme abbiamo prodotto in questi anni sarà a disposizione di quanti lo visitano.
Ieri intanto abbiamo presentato il nuovo simbolo di Alleanza per l’Italia. Gioca sull’acronimo e vede in campo sia le api che un fiore d’arancio.
Io lo trovo molto fresco, giovane e sereno. Penso potrà accompagnarci in questa avventura politica così entusiasmante.
Molti di voi hanno partecipato attivamente alla due giorni di Parma e sono convinto che a Napoli il 29-30 gennaio nella seconda assemblea nazionale, saremo ancora più numerosi. Avete commentato in maniera molto diffusa anche il mio intervento Parma. Ho parlato animato da una grande serenità. Spero di averla trasmessa anche a voi. Sereno, perché distaccato rispetto agli esiti concreti che mi riguardano. Determinato, perché convinto che dobbiamo questo servizio al nostro Paese.
Per questo Api non sarà una meteora.
Andrà in profondità e, forse, incrocerà un big bang molto probabile che trasformerà radicalmente il sistema politico italiano. Troppo bassa è la sua qualità, troppo lontana dalle esigenze reali del Paese. C’è bisogno di recuperare il valore morale ed etico della nostra convivenza civile. Uscire dalla palude di furbizie, degrado morale, conflitti di interesse che si sono consolidati in contrasto con l’interesse generale e il bene comune.
A questo proposito segnalo il codice etico adottato a Parma da Api.
Questo conta più dei giochi finti tra destra e sinistra, sia quando si tratta di contrasti più o meno violenti, sia quando si tratta di un dialogo strumentale perché finalizzato non ad alzare la qualità della missione del Paese, ma a risolvere le questioni personali e giudiziarie di Berlusconi.
L’attentato subito dal Presidente del Consiglio non può cambiare il giudizio sulla sua politica. Non possiamo piegarci a derive presidenzialiste alla Putin perché c’è una ondata emotiva a favore di Berlusconi che mette in secondo piano le gravi questioni irrisolte.
Teniamo ferma la barra di Api e non facciamoci prendere dalla fregola delle elezioni regionali. Ci saremo con liste nostre solo dove sarà possibile e concretamente praticabile. Dobbiamo guardare oltre il passaggio regionale. Molta gente ci sta guardando. Incoraggiamola con una testimonianza limpida e serena.
Ancora auguri a tutti voi.
Con amicizia
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| Postato da Bruno Tabacci alle ore 2:13
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